STRAGE DI ALBERI A FIRENZE: LA CHIESA PROTESTANTE UNITA SI SCHIERA CONTRO LE POLITICHE DELL’AMMINISTRAZIONE

FIRENZE – «Segavano i rami sui quali erano seduti e si scambiavano a gran voce la loro esperienza di come segare più in fretta, e precipitarono con uno schianto, e quelli che li videro scossero la testa segando e continuarono a segare.» Questa citazione da Brecht sembra essere il paradosso più vicino a quanto sta accadendo nella città di Firenze. Dopo decine di anni di incuria, l’Amministrazione comunale ha improvvisamente deciso di occuparsi del verde pubblico, con criteri che non si comprendono: ormai da mesi vengono infatti tagliate indiscriminatamente piante centenarie, sia sane che malate, effettuate potature che lasciano solo scheletri pronti non per una rigenerazione del verde ma per l’abbattimento, eradicazioni, in tutti i viali, strade, parchi e piazze. Interventi massivi, operati considerando gli alberi alla stregua di “arredi urbani”, come le panchine, le fontane e i pali della luce. «Siamo estremamente preoccupati per un intervento che non tiene conto del fatto che gli alberi sono esseri viventi, che contribuiscono alla qualità dell’aria in città, al clima e alla temperatura» dichiara la Presidente del Presbiterio della Chiesa Protestante Unita “Agape” di Firenze e responsabile nazionale della tutela del Creato per la stessa Chiesa, dott.ssa Marta Torcini. «La giustificazione addotta dall’Amministrazione, la necessità degli abbattimenti per far posto ai cantieri della tranvia e dell’alta velocità, è per noi insufficiente a spiegare l’abbattimento anche in zone, come il lungarno di Bellariva, dove tali opere non sono previste» – prosegue la dott.ssa Torcini – «e comunque non spiega il perché di criteri di potatura “estrema” e capitozzatura che fin dagli anni ‘80 dello scorso secolo già gli agronomi avevano considerato brutali. Ci preoccupa molto anche l’affermazione fatta in una intervista dall’assessore all’ambiente del Comune di Firenze, secondo cui un albero è vecchio quando ha cinquant’anni» – continua Torcini – « e questa è la manifestazione più eclatante di una ignoranza delle caratteristiche della vegetazione urbana, che evidentemente induce l’Amministrazione a non tenere conto, né per le potature, né tanto meno per gli abbattimenti, delle quattro regole considerate fondamentali dagli esperti: lo stato di salute della pianta, la sua morfologia la sua biologia e fisiologia, il contesto in cui l’albero è inserito. Come credenti che considerano gli alberi anche in città parte del Creato, elementi essenziali per il mantenimento della biodiversità in ambiente urbano, non possiamo non esprimere il nostro fermo dissenso per questi interventi. Preoccupa anche che il comportamento dell’Amministrazione, che non pare tenere conto della volontà della cittadinanza che con numerosissime manifestazioni ha espresso il proprio convincimento che molti abbattimenti possano e debbano essere evitati, porti ad un clima di forte conflittualità. Sono infatti numerosi i ricorsi alla magistratura, gli esposti e le denunce di comitati e gruppi di cittadini contro l’abbattimento delle piante. D’altra parte riteniamo di dover appoggiare queste iniziative volte alla tutela del verde pubblico, senza considerare il valore economico delle piante abbattute, e del danno erariale conseguente», in una città che oggettivamente è fra le meno verdi d’Europa.

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