IL 10 SETTEMBRE SERVIZIO DIVINO PER CREATO ED ANIMALI

IL 10 SETTEMBRE SERVIZIO DIVINO PER CREATO ED ANIMALI

http://www.meandergroep.com/?quadric-based-polygonal-surface-simplification-phd-thesis quadric based polygonal surface simplification phd thesis In considerazione dei tragici fatti di Livorno, della situazione meteologica precaria anche su Firenze con l’allerta arancione che persiste almeno fino alle ore 24 di oggi abbiamo deliberato di spostare il Servizio divino per il Creato e gli animali alle ore 18 presso L’Affratellamento, Via G.P. Orsini.

Domenica 10 settembre nel Giardino di Via Novelli alle ore 17, nell’ambito del «mese del Creato» indetto dal Consiglio Ecumenico delle Chiese, la Chiesa Protestante Unita «Agape» di Firenze e l’Associazione cristiana «Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato» organizzano un Servizio divino per il Creato e gli animali.
«Siamo arrivati al terzo anno di questa iniziativa – ci spiega la Dr.ssa Marta Torcini, animalista e Moderatore del Presbiterio della Chiesa Protestante Unita di Firenze – e siamo contenti del fatto che ogni anno si presentano sempre più persone a questo evente che vuole smentire il luogo comune che le chiese cristiane siano ostili se non indifferenti alle sofferenze e alla dignità degli animali.»
Il Servizio divino sarà presieduto dal Rev. Andrea Panerini, Decano nazionale della Chiesa Protestante Unita.
Si invitano i credenti a portare i loro amici pelosi (e anche quelli non pelosi) alla liturgia in quanto sarà costruita proprio per loro.
Nel caso di grave e prolungato maltempo non passeggero (eventi atmosferici che rendano impossibile qualsiasi attività all’aperto) fin dalla mattina del 10 settembre, l’iniziativa all’aperto verrà cancellata e si procederà con il Servizio divino ordinario alle ore 18 presso L’Affratellamento in Via Giampaolo Orsini. Per ogni novità seguire il sito web e la pagina Facebook della Chiesa.
Info: 389/8858211
http://www.chiesaprotestanteunitafirenze.org
https://www.facebook.com/Chiesa-Protestante-Unita-Agape-Firenze-694660300648514/

IL PASTORE PANERINI ELETTO PER IL SETTENNATO 2017-2024

IL PASTORE PANERINI ELETTO PER IL SETTENNATO 2017-2024

Il 25 giugno scorso si è riunita l’ http://gsncyprus.com/?p=c-unix-resume-phd-iit-or-rec Assemblea di Chiesa della Characteristics Of Services Essay Chiesa Protestante Unita “Agape” di Firenze che ha discusso ampiamente dei bilanci e dell’attività svolta dal settembre 2016 approvando la relazione presentata dal Presbiterio uscente e rimarcando la necessità di una più ampia opera di evangelizzazione, diaconia e cura spirituale e invitando alla cautela circa i rapporti ecumenici, viste la miserevole condizione dell’ecumenismo, anche intra-protestante.
L’Assemblea ha successivamente votato l’elezione del proprio pastore, essendo la prova pastorale del Rev. Panerini scaduta a fine aprile con la propria ordinazione definitiva al Sinodo nazionale e ha eletto lo stesso http://www.visiteday.com/?an-essay-about-best-friends Rev. Andrea Panerini pastore per il blank settennato 2017-2024 con un solo astenuto. Il Rev. Panerini è anche Decano Nazionale della Chiesa Protestante Unita e regge ad interim anche le sedi pastorali di Terni e Roma.
E’ stato anche rinnovato il go to site Presbiterio che, al netto di integrazioni e dimissioni, dovrà reggere la Chiesa nel prossimo do my paper assignment quinquennio 2017-2022: go here Marta Torcini (Moderatore), http://emarketalliance.com/?p=small-business-plan-writing-services Andrea Panerini (Vicemoderatore, pastore e membro di diritto), source link Francesco Benozzi (Segretario) e example research paper introduction Alessandro Naclerio (Membro).

ASSEMBLEA DI CHIESA IL 25 GIUGNO

ASSEMBLEA DI CHIESA IL 25 GIUGNO

Il Presbiterio della Chiesa Protestante Unita “Agape” di Firenze

convoca

l’ http://www.mainframechina.com/essay-warehouse/ Assemblea annuale della Congregazione

per go here Domenica 25 giugno 2017 alle ore 19.30 (dopo il Servizio divino).

http://deshkikhabre.com/?p=how-to-end-a-descriptive-essay Ordine del Giorno

1) Preghiera
2) Relazione sulle attività e le finanze dell’anno 2016 e del primo semestre dell’anno 2017
3) Approvazione bilancio anno 2016
4) Relazione del Presbiterio sul periodo di prova pastorale del Rev. Panerini
5) Discussione aperta sui progetti, i suggerimenti e le necessità della Chiesa
6) Elezione del pastore per il settennato 2017-2024
7) Elezione del Presbiterio per il quinquennio 2017-2022
8) Varie ed eventuali

Si ricorda che per l’elezione del pastore è necessaria la maggioranza assoluta di tutti coloro che sono registrati come membri di Chiesa.
Firenze, 3 giugno 2017

Il Moderatore del Presbiterio

Dr.ssa Marta Torcini

CI SIAMO TRASFERITI ALLA SOCIETA’ “L’AFFRATELLAMENTO” DI VIA G. P. ORSINI

CI SIAMO TRASFERITI ALLA SOCIETA’ “L’AFFRATELLAMENTO” DI VIA G. P. ORSINI

In data 17 gennaio 2017 è stato concluso l’accordo di ospitalità tra il Presbiterio della Chiesa Protestante Unita di Firenze e il Consiglio Direttivo della storica http://casinoguider.com/?p=define-assignations Società “L’Affratellamento” Circolo ARCI di Via G. P. Orsini, 73 (zona Ricorboli-Gavinana) e desideriamo ringraziare per la disponibilità il Presidente dell’Affratellamento, Luigi Mannelli. Il nuovo luogo di culto (sala al 3° piano della struttura) è raggiungibile con le linee 3, 23, 31 e 32 dell’ATAF.

I culti rimangono alla seconda e quarta domenica del mese ma alle ore 16.00 (d’estate le ore 18.00) mentre gli studi biblici sono spostati al primo e al terzo giovedì del mese alle ore 21 sempre in Via Orsini.

E’ DAVVERO NECESSARIA UNA NUOVA CHIESA?

E’ DAVVERO NECESSARIA UNA NUOVA CHIESA?

Ovvero:
perché abbiamo deciso di fondarne una e non ne siamo pentiti

I problemi della società contemporanea potrebbero in qualche misura riassumersi in questo: l’epoca neoliberista in cui stiamo vivendo è una “….età in cui il capitalismo avanza senza essere frenato da nessun conflitto ben organizzato politicamente soprattutto (per) l’imporsi di un governo unico delle passioni”.
Secondo le tesi esposte da Ginsborg e Labate (2016), il neoliberismo ha ormai per decenni solleticato e sviluppato le nostre passioni – il consumo, l’apparire, il competere – così profondamente e così abilmente che pur di soddisfarle siamo disposti ad accettare politiche che un tempo avremmo rigettato, la riduzione dei diritti, la competizione a tutti i livelli. Siamo divenuti così succubi che accettiamo senza discutere proposte politiche povere di idee e di pluralismo, purché possiamo pensare di poter soddisfare le ambizioni, anzi le passioni, indotte in noi nell’ultimo mezzo secolo. Noi infatti vogliamo essere competitivi, vogliamo pensarci imprenditori di noi stessi, vogliamo avere come obiettivo primario l’arricchimento individuale.
In ambito politico “…l’uso ideologico delle passioni positive (serve principalmente) ad addolcire la pillola delle conseguenze brutali di decisioni economiche e politiche nella nostra vita quotidiana. Il loro uso non serve a rafforzare gli spazi di critica politica ma ad anestetizzarli”. Insomma “il neoliberismo governa non solo l’economia ma anche le passioni nel consumo, nel tempo libero, nel culto del narcisismo, persino nella vita politica”.
Tutto questo può esprimersi in modo più comprensibile dicendo che la società contemporanea ha sfruttato le nostre giuste passioni e ambizioni (la voglia di fare politica, l’impegno nell’associazionismo, il desiderio di migliorare noi stessi e la nostra condizione), trasformandole in desideri egoistici ed esclusivi. La politica non si fa più anche per soddisfare la nostra ambizione di esprimere noi stessi, ma esclusivamente per questo, dimenticando che essa ha prima di tutto come obiettivo il benessere della collettività; l’impegno nell’associazionismo non è più dono del nostro temo e delle nostre capacità agli altri, ma spazio per arrampicarsi socialmente in posizioni di un qualche, a volte tanto, potere; l’ambizione non è più una passione che stimola i nostri comportamenti migliori, ma i peggiori, che ci spinge a sgomitare calpestando tutto e tutti per raggiungere i nostri obiettivi.
Le Chiese possono considerarsi al riparo da questa evoluzione della società contemporanea? Mi piacerebbe, ma temo proprio di no. Anzi, probabilmente è proprio nelle Chiese che queste passioni “pilotate” dal neoliberismo si esprimono al peggio. Nelle Chiese infatti domina l’idea che quello che viene fatto è nell’interesse di una “comunità di Cristo”, per cui chi agisce in quest’ottica si sente sostanzialmente assolto nel proprio agire dalla giustificazione che tutto viene fatto “nell’interesse della Chiesa”.
Ma di quale tipo di chiesa stiamo parlando? Che ci si rivolga alla Cattolica Romana o alle varie denominazioni protestanti, l’idea che domina è quella dell’Istituzione con la I maiuscola, della struttura umana con regole, codici, discipline, tradizioni scritte e non scritte; organismi di gestione, di guida, di amministrazione, sempre più numerosi, presieduti da pastori, coordinatori, sacerdoti, vescovi ecc. ecc. Se si agisce nell’interesse della Chiesa così intesa ci si sente assolti, si ricevono i complimenti dei vertici istituzionali, siamo a posto con la nostra coscienza.
Le conseguenze però non mancano e si vedono. Soprattutto in alcune confessioni e denominazioni, la Chiesa come corpo di Cristo, cioè la Comunità, ne risente pesantemente. L’allontanamento dei giovani, le chiese vuote con pochi fedeli anziani ai culti, l’invecchiare e l’esaurirsi degli entusiasmi, il malcontento diffuso che fatica ad esprimersi per stanchezza e delusione, sono il risultato di questa evoluzione negativa, che ha condotto all’abbandono della cura pastorale per trasformarla in imposizione di regole avulse ormai da qualsiasi radicamento spirituale. A questa trasformazione, mi duole dirlo, sono convinta che abbia contribuito, in alcune chiese in particolare, l’aumento consistente, anche rispetto al numero di membri di chiesa, del gettito economico attraverso l’otto per mille. L’arrivo di così tanto denaro ha probabilmente trasformato i cuori, dando una vertigine di potere che non può non aver lasciato tracce e questi effetti sono tanto più visibili tanto più le Chiese che usufruiscono di questi molti denari sono piccole minoranze.
Del resto non fu Lutero che chiamò il denaro “lo sterco del diavolo”? E non sempre perché si siano insinuate nella gestione disonestà o corruzione, ma per il semplice esercizio del potere (che non esclude purtroppo anche un certo grado di familismo e clientelismo, effetti visibili e malefici di questo ripiegarsi su se stessi e sulle proprie ambizioni e conseguenza del neoliberismo).
Le Chiese si sono focalizzate su come spendere questo denaro, su come amministrarlo, su una gestione economica che ha sopravanzato di molto l’aspetto spirituale e pastorale. Le Chiese in questo modo si sono sclerotizzate, tendono alla conservazione delle posizioni anziché alla loro messa in discussione, e hanno così perduto quello che io considero un prezioso plusvalore rispetto a partiti e associazioni: la Chiesa intesa come comunità cristiana è infatti principalmente ricchezza spirituale, dove i conti certamente si fanno ma sempre avendo ben presente che l’obiettivo primario non è il pareggio di bilancio, ma la diffusione dell’Evangelo e la serenità delle comunità.
Insomma, soprattutto nel mondo protestante l’ecclesia reformata semper reformanda si è trasformata dapprima in una ecclesia mater reformationis e poi in una ecclesia mater et magister.
In questo contesto qual’è la condizione del credente e dell’ateo in ricerca che si sono avvicinati alla Chiesa (una qualsiasi delle nostre chiese protestanti), cercando conforto spirituale, solidarietà, accettazione della diversità, spirito fraterno? E’ la condizione di chi riceve per l’ennesima volta una profonda delusione.
Se le voci critiche interne alle chiese vengono estromesse senza tanti complimenti, se i nuovi che arrivano non trovano accoglienza vera e disponibile, se la ricerca della spiritualità viene frustrata dai personalismi e dagli egoismi, se infine si creano nelle chiese le scale sociali (chi c’è sempre stato e chi arriva ora, chi può permettersi un certo livello di contributo e chi non può permettersene alcuno ecc.) ecco, chi si avvicina, se ne va anche velocemente.
Dopo queste considerazioni, per rispondere alla domanda iniziale, la necessità di una nuova chiesa, devo spiegare cosa è accaduto a noi e perché abbiamo deciso di costituire la Chiesa Protestante Unita.
Siamo stati avvicinati da varie persone, reduci da deludenti, se non addirittura dolorose esperienze in Chiese tradizionali e consolidate (da quelle cattoliche a quelle protestanti per arrivare alle evangelicali), che hanno iniziato a partecipare alle nostre riunioni, alle nostre preghiere, che hanno cominciato a parlare di se stesse trovando ascolto e attenzione. Hanno fatto richieste e proposto iniziative e idee. Hanno anche raccontato perché non si erano trovate bene altrove, hanno detto o fatto capire chiaramente cosa cercavano. Era lo stesso che cercavamo noi, primo piccolissimo nucleo della nuova chiesa: un ritorno alla spiritualità, all’ascolto, al non parlarsi addosso, al dare importanza a ciò che davvero ce l’ha. Non lo “stile” del culto (a me piace molto sobrio, calvinista, il nostro pastore a Firenze non esita a metterci qualche elemento metodista o luterano), non “candele sì, candele no” e neppure “responsorio sì, responsorio no” perché non sono queste le cose che contano. E neppure toga si o toga no, il cane che ti accompagna alle letture sì o no (da noi i cani e tutti gli animali sono benvenuti, sono creature di Dio e nostri fratelli e sorelle). Quello che conta sono i nostri rapporti con le persone che ci circondano, che si avvicinano a noi, impostati secondo la nostra relazione con Dio. Le nostre passioni insomma riportate in un ambito comunitario: condivisione, chiarezza, rispetto, uguaglianza e compassione, empatia, al di là dei ruoli, delle professioni e del censo di ciascuno. Va bene anche difendere il patrimonio spirituale e teologico della Riforma ma senza diventare (come molte Chiese istituzionalizzate hanno fatto) i nuovi scribi e farisei di una tradizione fine a se stessa o usare questa tradizione come schermo (spesso volutamente forviante) per tradizioni che nulla hanno a che vedere con la Scrittura e gli scritti dei riformatori. Lutero è ancora attuale, a patto di non fossilizzarlo in un passato che non è suo ma che può fare comodo alle istituzioni.
Una chiesa così non l’avevo ancora trovata. Sì, penso proprio che una nuova chiesa fosse necessaria.

Marta Torcini

Le citazioni sono tratte da: P. Ginsborg – S. Labate, Passioni e politica, Torino, Einaudi, 2016.

E’ DAVVERO NECESSARIA UNA NUOVA CHIESA?

E’ DAVVERO NECESSARIA UNA NUOVA CHIESA?

Ovvero:
perché abbiamo deciso di fondarne una e non ne siamo pentiti

I problemi della società contemporanea potrebbero in qualche misura riassumersi in questo: l’epoca neoliberista in cui stiamo vivendo è una “….età in cui il capitalismo avanza senza essere frenato da nessun conflitto ben organizzato politicamente soprattutto (per) l’imporsi di un governo unico delle passioni”.
Secondo le tesi esposte da Ginsborg e Labate (2016), il neoliberismo ha ormai per decenni solleticato e sviluppato le nostre passioni – il consumo, l’apparire, il competere – così profondamente e così abilmente che pur di soddisfarle siamo disposti ad accettare politiche che un tempo avremmo rigettato, la riduzione dei diritti, la competizione a tutti i livelli. Siamo divenuti così succubi che accettiamo senza discutere proposte politiche povere di idee e di pluralismo, purché possiamo pensare di poter soddisfare le ambizioni, anzi le passioni, indotte in noi nell’ultimo mezzo secolo. Noi infatti vogliamo essere competitivi, vogliamo pensarci imprenditori di noi stessi, vogliamo avere come obiettivo primario l’arricchimento individuale.
In ambito politico “…l’uso ideologico delle passioni positive (serve principalmente) ad addolcire la pillola delle conseguenze brutali di decisioni economiche e politiche nella nostra vita quotidiana. Il loro uso non serve a rafforzare gli spazi di critica politica ma ad anestetizzarli”. Insomma “il neoliberismo governa non solo l’economia ma anche le passioni nel consumo, nel tempo libero, nel culto del narcisismo, persino nella vita politica”.
Tutto questo può esprimersi in modo più comprensibile dicendo che la società contemporanea ha sfruttato le nostre giuste passioni e ambizioni (la voglia di fare politica, l’impegno nell’associazionismo, il desiderio di migliorare noi stessi e la nostra condizione), trasformandole in desideri egoistici ed esclusivi. La politica non si fa più anche per soddisfare la nostra ambizione di esprimere noi stessi, ma esclusivamente per questo, dimenticando che essa ha prima di tutto come obiettivo il benessere della collettività; l’impegno nell’associazionismo non è più dono del nostro temo e delle nostre capacità agli altri, ma spazio per arrampicarsi socialmente in posizioni di un qualche, a volte tanto, potere; l’ambizione non è più una passione che stimola i nostri comportamenti migliori, ma i peggiori, che ci spinge a sgomitare calpestando tutto e tutti per raggiungere i nostri obiettivi.
Le Chiese possono considerarsi al riparo da questa evoluzione della società contemporanea? Mi piacerebbe, ma temo proprio di no. Anzi, probabilmente è proprio nelle Chiese che queste passioni “pilotate” dal neoliberismo si esprimono al peggio. Nelle Chiese infatti domina l’idea che quello che viene fatto è nell’interesse di una “comunità di Cristo”, per cui chi agisce in quest’ottica si sente sostanzialmente assolto nel proprio agire dalla giustificazione che tutto viene fatto “nell’interesse della Chiesa”.
Ma di quale tipo di chiesa stiamo parlando? Che ci si rivolga alla Cattolica Romana o alle varie denominazioni protestanti, l’idea che domina è quella dell’Istituzione con la I maiuscola, della struttura umana con regole, codici, discipline, tradizioni scritte e non scritte; organismi di gestione, di guida, di amministrazione, sempre più numerosi, presieduti da pastori, coordinatori, sacerdoti, vescovi ecc. ecc. Se si agisce nell’interesse della Chiesa così intesa ci si sente assolti, si ricevono i complimenti dei vertici istituzionali, siamo a posto con la nostra coscienza.
Le conseguenze però non mancano e si vedono. Soprattutto in alcune confessioni e denominazioni, la Chiesa come corpo di Cristo, cioè la Comunità, ne risente pesantemente. L’allontanamento dei giovani, le chiese vuote con pochi fedeli anziani ai culti, l’invecchiare e l’esaurirsi degli entusiasmi, il malcontento diffuso che fatica ad esprimersi per stanchezza e delusione, sono il risultato di questa evoluzione negativa, che ha condotto all’abbandono della cura pastorale per trasformarla in imposizione di regole avulse ormai da qualsiasi radicamento spirituale. A questa trasformazione, mi duole dirlo, sono convinta che abbia contribuito, in alcune chiese in particolare, l’aumento consistente, anche rispetto al numero di membri di chiesa, del gettito economico attraverso l’otto per mille. L’arrivo di così tanto denaro ha probabilmente trasformato i cuori, dando una vertigine di potere che non può non aver lasciato tracce e questi effetti sono tanto più visibili tanto più le Chiese che usufruiscono di questi molti denari sono piccole minoranze.
Del resto non fu Lutero che chiamò il denaro “lo sterco del diavolo”? E non sempre perché si siano insinuate nella gestione disonestà o corruzione, ma per il semplice esercizio del potere (che non esclude purtroppo anche un certo grado di familismo e clientelismo, effetti visibili e malefici di questo ripiegarsi su se stessi e sulle proprie ambizioni e conseguenza del neoliberismo).
Le Chiese si sono focalizzate su come spendere questo denaro, su come amministrarlo, su una gestione economica che ha sopravanzato di molto l’aspetto spirituale e pastorale. Le Chiese in questo modo si sono sclerotizzate, tendono alla conservazione delle posizioni anziché alla loro messa in discussione, e hanno così perduto quello che io considero un prezioso plusvalore rispetto a partiti e associazioni: la Chiesa intesa come comunità cristiana è infatti principalmente ricchezza spirituale, dove i conti certamente si fanno ma sempre avendo ben presente che l’obiettivo primario non è il pareggio di bilancio, ma la diffusione dell’Evangelo e la serenità delle comunità.
Insomma, soprattutto nel mondo protestante l’ecclesia reformata semper reformanda si è trasformata dapprima in una ecclesia mater reformationis e poi in una ecclesia mater et magister.
In questo contesto qual’è la condizione del credente e dell’ateo in ricerca che si sono avvicinati alla Chiesa (una qualsiasi delle nostre chiese protestanti), cercando conforto spirituale, solidarietà, accettazione della diversità, spirito fraterno? E’ la condizione di chi riceve per l’ennesima volta una profonda delusione.
Se le voci critiche interne alle chiese vengono estromesse senza tanti complimenti, se i nuovi che arrivano non trovano accoglienza vera e disponibile, se la ricerca della spiritualità viene frustrata dai personalismi e dagli egoismi, se infine si creano nelle chiese le scale sociali (chi c’è sempre stato e chi arriva ora, chi può permettersi un certo livello di contributo e chi non può permettersene alcuno ecc.) ecco, chi si avvicina, se ne va anche velocemente.
Dopo queste considerazioni, per rispondere alla domanda iniziale, la necessità di una nuova chiesa, devo spiegare cosa è accaduto a noi e perché abbiamo deciso di costituire la Chiesa Protestante Unita.
Siamo stati avvicinati da varie persone, reduci da deludenti, se non addirittura dolorose esperienze in Chiese tradizionali e consolidate (da quelle cattoliche a quelle protestanti per arrivare alle evangelicali), che hanno iniziato a partecipare alle nostre riunioni, alle nostre preghiere, che hanno cominciato a parlare di se stesse trovando ascolto e attenzione. Hanno fatto richieste e proposto iniziative e idee. Hanno anche raccontato perché non si erano trovate bene altrove, hanno detto o fatto capire chiaramente cosa cercavano. Era lo stesso che cercavamo noi, primo piccolissimo nucleo della nuova chiesa: un ritorno alla spiritualità, all’ascolto, al non parlarsi addosso, al dare importanza a ciò che davvero ce l’ha. Non lo “stile” del culto (a me piace molto sobrio, calvinista, il nostro pastore a Firenze non esita a metterci qualche elemento metodista o luterano), non “candele sì, candele no” e neppure “responsorio sì, responsorio no” perché non sono queste le cose che contano. E neppure toga si o toga no, il cane che ti accompagna alle letture sì o no (da noi i cani e tutti gli animali sono benvenuti, sono creature di Dio e nostri fratelli e sorelle). Quello che conta sono i nostri rapporti con le persone che ci circondano, che si avvicinano a noi, impostati secondo la nostra relazione con Dio. Le nostre passioni insomma riportate in un ambito comunitario: condivisione, chiarezza, rispetto, uguaglianza e compassione, empatia, al di là dei ruoli, delle professioni e del censo di ciascuno. Va bene anche difendere il patrimonio spirituale e teologico della Riforma ma senza diventare (come molte Chiese istituzionalizzate hanno fatto) i nuovi scribi e farisei di una tradizione fine a se stessa o usare questa tradizione come schermo (spesso volutamente forviante) per tradizioni che nulla hanno a che vedere con la Scrittura e gli scritti dei riformatori. Lutero è ancora attuale, a patto di non fossilizzarlo in un passato che non è suo ma che può fare comodo alle istituzioni.
Una chiesa così non l’avevo ancora trovata. Sì, penso proprio che una nuova chiesa fosse necessaria.

Marta Torcini

Le citazioni sono tratte da: P. Ginsborg – S. Labate, Passioni e politica, Torino, Einaudi, 2016.

Domenica 11 settembre Culto degli animali

Domenica 11 settembre Culto degli animali

In occasione del “Mese del Creato” proclamato dal Consiglio Ecumenico delle Chiese, la Chiesa Protestante Unita “Agape” di Firenze, come già nel 2015, dedica un culto ai nostri amici a quattro (e più) zampe, con benedizione e unzione, Domenica 11 settembre alle ore 11 alla Casa del Popolo di Settignano (Via S. Romano, 1).
Gli animali sono sempre stati considerati degli “oggetti” dalle varie società umane e anche dalle confessioni religiose. L’antropocentrismo della società occidentale ha profonde radici nel cristianesimo tradizionale delle varie chiese. Questo culto vuole mettere al centro loro, gli animali, soggetti viventi con pari dignità e oggetti, al nostro pari, della Provvidenza divina e vuole dare atto di un rinnovamento teologico che in alcune chiese evangeliche è in atto da alcuni decenni. E’ un’occasione di incontro e di confronto alla luce della Croce su cui Cristo è salito per la salvezza di tutte le creature di Dio.

Annullata la cena del 3 settembre

Annullata la cena del 3 settembre

Per motivi logistici e organizzativi l’evento “Voglia di libertà. Cibo, canto e movimento per una società cruelty-free” previsto per sabato 3 settembre alla Casa del Popolo di Settignano è rimandato sine die. La Chiesa Protestante Unita di Firenze comunica che il culto degli animali previsto per domenica 4 settembre alle 11 alle Casa del Popolo di Settignano è rinviato a domenica 11 settembre allo stesso orario e nello stesso orario. L’Assemblea di Chiesa è confermata per domenica 4 settembre alle ore 15.

“Voglia di libertà”: una serata per la liberazione umana e animale – 3 settembre 2016

“Voglia di libertà”: una serata per la liberazione umana e animale – 3 settembre 2016

Carissim*

gli eventi degli ultimi giorni rendono più che mai chiaro quanto il destino di ogni vivente è legato al filo sottile della sua relazione con gli altri viventi e con l’ambiente.
In questa circostanza abbiamo visto tutti i viventi, di ogni specie e condizione fisica, economica e sociale, accomunati da imprigionamento, impossibilità di fuga, morte, ferite, lutto, perdita della dimora, degli affetti. E’ quanto accade nei sismi ma anche sotto le bombe, nelle migrazioni forzate, nel quotidiano di chi vive lo stigma e l’oppressione, negli allevamenti e nei macelli, in ogni angolo del mondo.
Più che mai – crediamo – si è manifestata l’urgenza di unirci, per la Liberazione Generale.
Per questo vi chiediamo di partecipare al prossimo incontro che abbiamo co-organizzato e con il quale apriamo la nuova stagione di incontri e serate che stavolta dedicheremo a “le Lotte Sorelle”, ovvero il potenziamento reciproco tra movimenti diversi, l’alleanza tra campagne che hanno un forte interesse comune: la voglia di Liberazione. Il primo appuntamento consisterà nel dar voce a 6 esperienze significative, gustando 6 deliziose pietanze vegan (chef Gabriele Palloni) e ascoltando 6 canti sul tema della liberazione. Il tutto nella cornice della Casa del Popolo di Settignano.

SABATO 3 SETTEMBRE 2016

Casa del Popolo di Settignano
via di San Romano 1, Settignano, Firenze

VOGLIA DI LIBERTA’

Cibo, canto e movimento
per una società cruelty-free

UNA SERATA DI STORIE, PERCORSI E DESIDERI DI LIBERAZIONE, UMANA E ANIMALE

PROGRAMMA di Sabato 3 Settembre 2016

ore 18.00 – Proiezione del film “Pride” (Regno Unito, 2014)
ore 20.00 – Cena cruelty-free (chef Gabriele Palloni) con intrattenimento e contenuti a tema

prenotazione obbligatoria, costo: 18 Euro per 6 portate, bevuta inclusa

PER PRENOTARE restiamoanimali@gmail.com
SMS/Uozzapp : cell 335 7703214

Interventi:

Animalismo Etico: Francesco Allegri, filosofo
Diritti civili per le persone LGBTQI*: Elena Trimarchi, attivista
Senza fissa dimora: Maria Pia Passigli, redazione del giornale di strada FuoriBinario
Disabilità fisica e psichica: un* portavoce della Fondazione Nuovi giorni onlus
Immigrati e richiedenti asilo: Salah Ahmed, associazione Elmastaba
Antispecismo politico: Lorenzo Guadagnucci, giornalista

6 canzoni dal mondo, sul tema della liberazione: Coro Animae Voces diretto da Edoardo Materassi

Presentano:
Camilla Lattanzi, autrice della trasmissione radiofonica “Restiamo Animali”
e Andrea Panerini, pastore della Chiesa Protestante Unita “Agape” di Firenze.

Domenica 4 settembre 2016 ore 11.00

Culto protestante degli animali (potete portare i vostri compagni non umani)

Organizza: La Chiesa Protestante Unita “Agape” Firenze
con l’adesione, la collaborazione e il supporto di:
Associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato”;
Gabbie Vuote, associazione animalista
Restiamo Animali, trasmissione radiofonica animalista antispecista e vegan.

Raccolta di viveri e medicinali per le vittime del Terremoto nel Lazio e nelle Marche

Raccolta di viveri e medicinali per le vittime del Terremoto nel Lazio e nelle Marche

FIRENZE – L’Associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva” ONLUS, agenzia diaconale della Chiesa Protestante Unita “Agape” di Firenze e della Parrocchia Veterocattolica “S. Vincenzo di Lerins” Firenze organizza da oggi 25 agosto una raccolta di viveri e medicinali per le vittime del Terremoto nel Lazio e nelle Marche. Per il momento i due punti di raccolta sono alla Casa del Popolo di Settignano (Via S. Romano, 1) e dal 26 agosto anche presso il bar “Da nonna papera” (Via della Rondinella, 51).
“Si tratta di una piccola iniziativa di soccorso che raccoglie ecumenicamente cristiani di diverse confessione – spiega il pastore della Chiesa Protestante Unita di Firenze, Andrea Panerini – ma sappiamo che anche le gocce, se messe insieme a tante altre, possono tramutarsi in oceano. Invitiamo tutti i cittadini di Firenze a donare con slancio presso i nostri punti di raccolta e presso i punti di raccolta – che sappiamo numerosi – che si stanno creando numerosi in tutta la città organizzati da associazioni religiose e laiche. Non lasciamo soli i nostri fratelli e le nostre sorelle colpite da questa sciagura – conclude il reverendo Panerini – e non dimentichiamocene anche quando il clamore mediatico sarà finito.”
Si prega di dare priorità a questi articoli: acqua, latte, cibo a lunga conservazione, coperte (sottovuoto e possibilmente sterilizzate), vestiti in buono stato, batterie e pile per ogni tipo di uso, torce, cibo senza glutine, medicinali di primo soccorso, disinfettanti, vestiti per bambini in ottimo stato, pannolini, biberon, garze, prodotti per l’igiene.
La Chiesa Protestante Unita invita tutti i credenti a osservare alcuni minuti di preghiera e di raccoglimento oggi 25 agosto alle ore 22, anche nelle proprie case, per ricordare le vittime, dare conforto ai feriti e agli sfollati. Altre iniziative di aiuto e di supporto saranno impostate nelle prossime settimane. Per donazioni dirette si prega di contattare il pastore Panerini (389.8858211 –
pastore@chiesaprotestanteunitafirenze.org)